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Giolitti






I primi quattro ministeri:

1892-1893; 1903-1914



1 ministero: 1892-93 Ministero breve, per due motivi:
a) scandalo alla Banca Romana (gestione irregolare ad opera del direttore, nominato senatore da Giolitti);
b) i Fasci siciliani, che Giolitti si rifiuta di affrontare con misure repressive (gli succede Crispi che dichiara lo stato d'assedio in Sicilia).
Ministro degli Interni nel governo Zanardelli: 1901-03 Ordina ai prefetti di non intervenire negli scioperi di carattere economico (per il rialzo dei salari)
2 ministero: 1903-1905 Nazionalizzazione della rete telefonica e delle ferrovie
3 ministero: 1906-1909 Diminuzione interessi BOT, da cui deriva una diminuzione del costo del denaro
4 ministero: 1911-1914 a) Suffragio universale maschile;
b) Monopolio statale su assicurazioni;
c) Guerra di Libia



Giolitti insomma governa l'Italia, salvo brevi periodi, dal 1903 al 1914.
- Suo programma: ispirato a un liberalismo riformista, alla ricerca di un equilibrio centrista.


Politica interna


Lavora costantemente alla creazione di maggioranze parlamentari larghe, ma spesso fluide e cementate soprattutto dalla sua personalit. Prima cerca l'appoggio della sinistra (nel 1903 offre a Turati di entrare nel suo governo), poi, dopo l'introduzione del suffragio universale, preferisce quello dei cattolici contro l'avanzata delle sinistre (Patto Gentiloni 1913).

Pi precisamente:

Non intervento dello stato nelle lotte fra capitale e lavoro
Integrazione del movimento operaio e socialista nel sistema istituzionale
Far propri alcuni punti del programma socialista (ampliamento legislazione sociale, estensione assicurazione obbligatoria contro infortuni, limitazione lavoro notturno per le donne, elevata a 12 anni l'et minima per il lavoro, istituito il monopolio delle assicurazioni per reperire fondi al fine di finanziare le pensioni di vecchiaia e invalidit dei lavoratori), cercando di mutare il partito socialista in un partito d'ordine, collaboratore (vd offerta al Turati).
Servirsi dei cattolici come di un serbatoio elettorale a supporto dei liberali (patto Gentiloni 1913: i cattolici voteranno quei candidati liberali contrari a ogni iniziativa anticlericale, al divorzio, all'abolizione insegnamento religioso).
Introduzione suffragio universale maschile: conserva il diritto di voto chi ha 21 anni e sa leggere e scrivere, viene esteso a chi ha prestato il servizio militare e ha pi di 30 anni (i contadini del Mezzogiorno).


Politica estera



Guerra di Libia contro Turchia (1911-12), dopo aver preso accordi con Francia e Gran Bretagna, cui in cambio si riconoscono diritti rispettivamente su Marocco ed Egitto. Termina con la pace di Losanna: - piena sovranit su Libia - impegno a rispettare religione musulmana - in pegno le isole del Dodecaneso (occupate fino alla fine seconda guerra mondiale).

FAVOREVOLI CONTRARI
I nazionalisti:

Enrico Corradini, fondatore de "Il Regno"

Giovanni Papini, fondatore del "Leonardo"

Giuseppe Prezzolini, fondatore de "La voce"

Filippo Tommaso Marinetti, autore del manifesto del futurismo italiano ("guerra - sola igiene del mondo")

Il socialista Gaetano Salvemini Libia = "scatolone di sabbia"





Il quinto ministero: 1920-21



Politica interna



Rialzare prestigio Parlamento.
Provvedimenti che colpiscono i ceti abbienti: imposte di successione e nominativit dei titoli.
1919-1920: "biennio rosso": occupazione delle terre e delle fabbriche. Settembre 1920: occupazione delle fabbriche. Giolitti non usa la repressione violenta, ma lascia che il movimento si sgonfi da s. Presenta progetto di legge per controllo operaio su fabbriche, mai attuato. Gli industriali, ritenendolo un debole, si rivolgono ad appoggiare lo squadrismo fascista.
Cerca di assorbire i fascisti nella normale prassi parlamentare, in occasione delle elezioni del maggio 1921 li inserisce nei Blocchi nazionali da opporre ai partiti di massa (popolare, socialista, comunista).
Ottiene fiducia risicata e i suoi stessi sostenitori esprimono riserve. Pertanto si dimette.


Politica estera



Trattato di Tirana Rinuncia al protettorato sull'Albania
Trattato di Rapallo L'Italia tiene Zara, ma rinuncia al resto della costa dalmata. Fiume viene eretta a citt libera. D'Annunzio fatto evacuare nel cosiddetto "Natale di sangue" del 1920.





Giudizi su Giolitti



Luigi Salvatorelli, storico. Contro la presunta "dittatura" giolittiana, fa notare che Giolitti govern sulla base di maggioranze nette.
Gaetano Salvemini, prima socialista, poi uno dei fondatori, con i fratelli Rosselli, di Giustizia e Libert. Nel 1909 scrive un opuscolo "Il ministro della malavita", in cui condanna i metodi di pressione nel Mezzogiorno per assicurarsi il successo elettorale.
Palmiro Togliatti, leader comunista. Giolitti cap i bisogni delle masse popolari.
Federico Chabod, storico. Giolitti incapace alla fine di capire che erano teminati i tempi del notabilato e cominciavano quelli dei partiti di massa. Incapace inoltre di vedere il pericolo del fascismo e i suoi elementi di novit: l'assoluta indifferenza verso la legalit dei propri atti, il dispregio del Parlamento, l'avere una proria organizzazione militare.




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