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cinema e cultura

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  • Storia del cinema. Ecco il corso di storia del cinema italiano del professor Antonio Costa del Dipartimento di musica e spettacolo dell'Università degli Studi di Bologna: dal cinema muto a quello degli anni Novanta, passando per le stagioni della produzione di regime, neorealista, della commedia all'italiana e del cinema d'autore. - http://www.muspe.unibo.it/corso/corsi/sci/indice.htm

  • Cinema nella letteratura italiana. L'influenza della letteratura sul cinema è tema consueto. Più raro è trovare saggi sull'incidenza del cinema sulla letteratura. Al riguardo, interessantissimo è questo libro di Giovanni Marchesi (con prefazione di Alberto Farassino), edito nel sito della «Scuola nazionale di cinema». Un lungo percorso - articolato per autori, maggiori e minori, dal primo decennio fin dentro gli anni novanta del XX secolo - illustra come le esperienze cinematografiche siano state assorbite dai nostri scrittori a livello ora di contenuti, ora di forme. Assolutamente da non perdere! - http://www.snc.it/ebook/default.htm

  • Letteratura e cinema in Italia: «Pinocchio» e pinocchiate. Il film «Pinocchio»(1911) di Giulio Antamoro rappresenta un esempio di tradimento del testo di Collodi tipico della cultura italiana del primo Novecento: la storia del burattino viene deformata per soddisfare il gusto dell'esotico e il divismo del cinema dell'epoca. L'interessante saggio di Giacomo Manzoli e Roy Menarini è edito sulla rivista «Fotogenia». - http://www.muspe.unibo.it/

  • Film storico tra Italia liberale e Italia fascista. Il film storico parla, più che dell'epoca in cui è ambientato, del tempo in cui è prodotto. «Cabiria» (1914) e «Scipione l'Africano» (1937) rispecchiano rispettivamente una nazione alla ricerca della sua identità e l'esaltazione della figura del grande condottiero di un popolo. L'analisi è condotta da Goffredo Adinolfi su«storia in network». - http://www.storiain.net/arret/num68/artic5.asp

  • Fascismo e cinema. Durante il ventennio fascista il cinema gode di una relativa libertà. Il regime controlla rigidamente i cinegiornali, ma lascia autonomia alla produzione meno impegnata, che risente pure di influssi provenienti da oltre oceano. A ciò si deve l'affermazione, nel corso degli anni trenta, di registi e attori che divennero protagonisti, nel secondo dopoguerra, della grande stagione del neorealismo. Tale vicenda è tracciata da Maria Grazia Mazzocchi in un articolo su «storia in network». - http://www.storiain.net

  • Letteratura e cinema negli Stati Uniti. In America il rapporto tra letteratura e cinema conosce due stagioni: nella prima, quella hollywoodiana, la letteratura fornisce materiali per narrazioni oggettive; nella seconda, avviatasi negli anni settanta, il cinema recepisce quella perdita di univocità di senso che la letteratura aveva conosciuto da quasi un secolo e diventa discorso aperto alla pluralità dei significati, nonché alla riflessione su se stesso: il cinema si costruisce sempre più nella continua autocitazione. - http://users.iol.it/emt

  • Cinema di fantascienza negli Stati Uniti. Il film di fantascienza nella sua evoluzione dal secondo dopoguerra ad oggi è specchio delle ossessioni americane: dalla paura dell'invasione dell'alieno, alla 'fobia' dell'identità, fino al desiderio di pace e all'incapacità di dominare la realtà. Interessante questo articolo di Roy Menarini su «Griseldaonline». - http://www.griseldaonline.it/

  • Letteratura e cinema in Italia: la stagione del neorealismo. Insegnanti e studenti dell'ITIS «E. Fermi» e dell'Istituto Magistrale «E. Trebbiani» di Ascoli Piceno hanno costruito un ricco ipertesto con lo scopo di illustrare i rapporti tra letteratura e cinema in Italia dal 1942-1945 al 1955. Il sito cerca di far emergere gli influssi tra l'una e l'altra forma di arte, offrendo numerosissime schede su personaggi e opere in entrambi i settori, nonché su tematiche di carattere generale nella cultura del tempo. L'impostazione critica, particolarmente attenta ad evitare schematismi, rende piacevole e interessante la consultazione di tale strumento. - http://library.thinkquest.org/28490/data/italiano/index_i.htm

  • Letteratura e cinema in Italia: «Il Gattopardo» di Visconti. In alcune pagine scritte prima dell'uscita del film nelle sale, il critico Emilio Cecchi analizza la bravura del regista nel valorizzare gli elementi pittorici e nel concentrare e potenziare in poche scene gli elementi storici e patetici del romanzo di Tomasi di Lampedusa. - http://www.cinemaitaliano.net/testi/cecchi.htm

  • Letteratura e cinema in Italia: «Cristo si è fermato ad Eboli» di Rosi. Il libro di Carlo Levi divenne opera cinematografica nel 1978, quando l'autore era morto. Su «La Repubblica Letteraria» Fausta Samaritani ricostruisce la genesi del film, analizzandone il rapporto tanto con l'opera letteraria quanto con quella pittorica dello scrittore. - http://www.repubblicaletteraria.net/CarloLevi_cinema.html

  • Letteratura e cinema in Italia: «La storia» di Comencini. Nel 1985 Comencini portò sullo schermo l'opera della Morante, edito nel 1974, con una pellicola che si discostava per importanti aspetti dal romanzo. L'analisi di quello che è stato un film assai discusso è condotta da Tiziana Jacoponi su «La Repubblica letteraria». - http://www.repubblicaletteraria.net

  • Letteratura e cinema in Italia: «Il nome della rosa». Su «La Repubblica letteraria» Tina Borgogni Incoccia analizza il romanzo di Eco e il film che ha ispirato, individuando nel discorso sulla parola e sulla cultura il nucleo dell'opera di Eco. - http://www.repubblicaletteraria.net

  • Il cinema cosmico di Kubrick. Il regista americano, morto nel 1999, ha prodotto numerosi film ispirati a opere letterarie. La sua peculiare capacità è nel trasformare le storie in modo che assumano il carattere di parabole sulla storia dell'umanità: parabole in cui l'uomo non appare mai libero, ma soggetto a un destino che non può modificare. Una attenta lettura della produzione cinematografica del'artista è condotta da Giuseppe Lippi su «Letture». - http://www.sanpaolo.org/letture/

  • I labirinti di Proust. «La captive» rappresenta uno dei rari tentativi di interpretare sul piano cinematografico un testo di Proust. Chantal Akerman affronta la sfida privilegiando il tema del labirinto, sul piano tanto contenutistico quanto formale. Interessante questa recensione di Gianni Canova e Francesco Costa su «Letture». - http://www.sanpaolo.org/letture/0210let/0210le86.htm

  • Cinema e filosofia: «Matrix». «Matrix» è film ricco di risonanze culturali: su «Comunicazioni filosofiche» Cristina Boracchi ne propone una lettura critica che ne coglie le problematiche filosofico-religiose, alla luce pure della storia del cinema di fantascienza dagli anni ottanta del Novecento ad oggi. - http://www.sfi.it

  • Cinema e filosofia: «eXisten Z». Il film di Cronenberg mette in gioco numerose problematiche culturali del Novecento, come l'identità, il rapporto tra realtà e immaginario, tra mente e corpo, tra uomo e macchina, tra percezione e senso. Interessante questa analisi problematizzante di Cristina Boracchi su «Comunicazioni filosofiche». - http://www.sfi.it/

  • Cinema e letteratura: «Pin - Occhio». Benigni ha fornito una lettura originale del capolavoro di Collodi, incentrata sul tema del vedere e dell'essere visto: intorno alla figura di Pinocchio si svolge il tema del rapporto tra ciò che è visibile e ciò che è reale, dunque il tema della rappresentazione. Interessantissimo questo articolo di Gianni Canova e Francesco Costa su «Letture».- http://www.stpauls.it/letture




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