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- Calvino-Pasolini: una polemica di critica letteraria. Un volume di Carla Benedetti su Calvino e Pasolini ha provocato un'accesa polemica che investe il ruolo che si deve attribuire allo scrittore nella società di oggi: in questo sito l'intervento dell'autrice e di Federico Melis, che l'ha critica, con le considerazioni generali di Angelo Molteni. - http://clarence.spray.it/home/pasolini
- I "colori" di Pasolini. Su «Il margine» Anna Cavazzani analizza il motivo dei colori nella produzione poetica di Pasolini, dagli anni in Friuli a quelli romani: i due temi essenziali della lirica - la rimembranza e la morte - "si colorano" in modo diverso con il passare del tempo. - http://www.col.it/margine/
- Dopo il neorealismo: «Il gattopardo» di Tomasi di Lampedusa. Su «Sinestesie» Arnaldo Santoli inquadra l'opera di Tomasi nella crisi del neorealismo: quello che all'apparenza è un romanzo storico, in realtà è un romanzo esistenziale, che vibra di sentimenti e moralità che ne fanno uno dei prodotti più alti della letteratura italiana contemporanea. - http://www.futuralink.it/
- La grandezza de «Il gattopardo» di Tomasi di Lampedusa. Un articolo di Remo Ceserani, apparso sul quotidiano «Il Manifesto», recensisce un libro del critico Francesco Orlando su uno dei romanzi più importanti del secondo dopoguerra: ne risulta un esame della critica letteraria relativa all'opera dalla sua pubblicazione ad oggi. - http://www.futuralink.it/
- Il romanzo italiano del secondo dopoguerra: il «vetro» tra lo scrittore e la realtà. Andrea Matucci, dell'Università di Siena, traccia un itinerario attraverso il romanzo del secondo dopoguerra, fino agli inizi degli anni Sessanta, quando in Italia si hanno le prime esperienze del centro-sinistra: si tratta di un viaggio nel problema del rapporto tra intellettuale e realtà, che domina la letteratura del «neorealismo» e che sfocia nelle posizioni opposte del «Gruppo del '63» (Eco, Sanguineti) e di «Una questione privata» di Fenoglio. - http://clarence.spray.it/home/pasolini/saggistica_polemica.htm
- Sciascia alla Rai. Il sito della RAI fornisce alcune pagine su Sciascia corredate da interviste all'autore e a critici: ne risulta un ritratto del grande uomo di cultura siciliano nei suoi rapporti sia con la tradizione letteraria dell'isola (soprattutto Verga, Pirandello, Brancati, Tomasi di Lampedusa), sia con la realtà italiana dall'epoca del fascismo fino a oggi. Assolutamente da non perdere: anzi da gustare in tranquillità!. - http://www.rai.it
- Sciascia e la Sicilia. Il cammino letterario di Sciascia è dal racconto ambientato in Sicilia al racconto in cui l'isola è vista da lontano, con uno sguardo «estraneo» e nella dimensione della memoria. In questo modo l'autore cerca di non cadere nel «sicilianismo»: cioè nell'assolutizzazione della Sicilia e nella presunzione di aver capito tutto su ciò che è la vita in essa. Un discorso più distaccato non significa però indifferenza, anzi introduce a una comprensione più critica dei mali della terra natale. L'analisi dell'opera di Sciascia è condotta con finezza da Giuseppe Traina su «Dionysos magazine». - http://www.dionysosmagazine.com/
- «Una storia semplice» di Sciascia. Su «La Repubblica letteraria» Tina Borgogni Incoccia analizza uno degli ultimi gialli dello scrittore siciliano, mettendone in luce gli aspetti di genere, ma anche i temi. Alla fine della sua vita, con una scrittura essenziale, Sciascia riepiloga e riduce all'essenziale il suo pensiero sulla mafia e su chi la combatte, nonché su quella parte della società che la accetta e che egli identifica nelle generazioni, ormai sterili, degli adulti e dei vecchi: è un invito ai giovani a rompere una tradizione soffocante. - http://www.repubblicaletteraria.it/
Sciascia e Tomasi di Lampedusa. Sempre su «Dionysos magazine» Paolo Squillacioti riprende il contenuto di alcuni suoi studi sull'atteggiamento di Sciascia nei confronti de «Il gattopardo»: con il tempo Sciascia mutò il suo giudizio da negativo in positivo. Un po' per volta lo scrittore di Racalmuto fece proprio il convincimento, espresso dal Lampedusa, che la condizione della Sicilia sia «irredimibile»: un convincimento nel quale tuttavia la critica letteraria recente non vede l'aspetto più profondo dell'opera di Tomasi. - http://www.dionysosmagazine.com/
- Buzzati e il viaggio verso il nulla. Su «La repubblica letteraria» Giuseppina Giacomazzi analizza il tema del viaggio verso la frontiera in alcune opere di Dino Buzzati: «I sette messaggeri», «Le mura di Anagoor», «I sette piani», «Il deserto dei Tartari». Lo stesso motivo letterario viene modulato in forme diverse nei differenti testi: in tutti vi è l'idea che la frontiera non esista o che non sia raggiungibile; se essa è mai stata valicata, ciò è avvenuto ad opera di una persona che non si è mai posta questo scopo, un individuo semplice, privo delle ambizioni dei personaggi protagonisti dei racconti. L'articolo, che inserisce la produzione di Buzzati nel contesto della cultura europea del Novecento, è di grande interesse.- http://www.repubblicaletteraria.it
- Buzzati e la critica. Su «Bollettino '900» Cinzia Mares fa «il punto su Buzzati»: si tratta di un'excursus critico degli studi dedicati allo scrittore dagli anni settanta ad oggi, in Italia e in Francia, il paese che prima di ogni altro ha amato l'autore de «Il deserto dei Tartari». -
http://www2.unibo.it/boll900/numeri/2001-ii/W-bol/Mares/Mares.html
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