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letteratura italiana

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  • Libertà e tirannide in Alfieri. Su «Repubblica letteraria» Giuseppina Giacomazzi mette in luce la complessità della figura dell'Alfieri, per tanti aspetti figlio anomalo del suo tempo: capace di condividere le aspirazioni della cultura e della società del Settecento, e nel contempo di vederne i limiti. L'aspirazione alla libertà e l'avversione a ogni tirannide è al centro della sua produzione: paradossalmente nelle sue opere spesso il tiranno assume talune caratteristiche dell'uomo che anela alla libertà sciolta da ogni condizionamento. - http://www.repubblicaletteraria.it/

  • Il «cuore» tra Sette e Ottocento. Con la crisi dell'«Ancien régime» e della cultura della ragione, il «cuore» diventa parte fondamentale dell'identità dell'uomo. Nella letteratura italiana, da Alfieri a Foscolo, da Leopardi a Manzoni esso assume ruoli diversi: ora ispiratore di pulsioni irrefrenabili e in contrasto con la mente, ora oggetto di studio, ora fonte di conoscenza. Su «Etruria oggi» Gino Tellini ripercorre le modulazioni di un tema fondamentale del Romanticismo, fino alle sue estreme evoluzioni, tra Otto e Novecento. - http://www.bpel.it/etruriaoggi/43/

  • Foscolo e l'Italia. Il 2 maggio 2001, presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, per il ciclo «Poeti letti dai poeti», nell'ambito delle «Scuole di lettura in biblioteca», il poeta Andrea Zanzotto ha tenuto una conferenza su Foscolo. Il Ministero per i Beni e le Attività culturali ne ha messo in rete alcuni passi nei quali è affrontato il problema del rapporto tra il poeta e l'Italia, con riferimento alle passioni politiche e al problema della lingua: assolutamente da ascoltare! - http://www.scuoledilettura.it/foscolo_home.htm

  • Werther e Jacopo Ortis. Il confronto tra i due testi è condotto dalla professoressa Paola Tanussi: si tratta di una lezione del corso di didattica della letteratura italiana per la SSIS del Veneto. - http://helios.unive.it/~corc_sis/sitossis/seciclo/tonussi/download/02.pdf

  • L'altro Pindemonte. Nelle storie della letteratura Ippolito Pindemonte passa per l'amico di ... Invece lo scrittore ebbe un'esistenza misteriosa con due stagioni: quella delle utopie e dell'esilio dalla patria, la Repubblica di San Marco, e quella del forzato ripiegamento in una vita normale, mentre nelle sue terre si ricostituiva l'ordine sotto il governo austriaco. L'interessante articolo, su «La Repubblica letteraria», è di Laura Pighi. - http://www.repubblicaletteraria.net/

  • Il romanzo italiano agli inizi dell'800. Un lungo saggio di Gino Tellini - ordinario di letteratura italiana - nella Banca Dati «Nuovo Rinascimento» sulla variegata produzione italiana di romanzi a partire dalle «Ultime lettere di Jacopo Ortis» allo sperimentalismo degli anni venti: Berchet, Borsieri, l'ambiente del «Conciliatore». L'autore è sensibile ai rapporto tra questa letteratura e l'eredità settecentesca, da un lato, e le prime discussioni sul «Romanticismo», dall'altro. - http://www.nuovorinascimento.org/n-rinasc/saggi/rtf/tellini/roman800.rtf

  • Giacomo Leopardi e il padre. Dal conte Monaldo Giacomo fu spinto allo studio, nella prospettiva di una carriera ecclesiastica; in contrasto con la visione angusta della cultura - ridotta a erudizione - propria del genitore, e soprattutto in rottura con il progetto di vita elaborato da quest'ultimo, Giacomo a poco a poco, tra grandi difficoltà, trovò la sua autonomia e la sua strada: le conseguenze, tra le quali la principale fu la fuga da Recanati, non incrinarono il legame d'affetto tra il figlio e il padre, che finì per apprezzare le scelte del suo primogenito. Un articolo di Anna Bordoni di Trapani su «Il notiziario della Banca popolare di Sondrio» analizza un aspetto di grande rilievo e assai avvincente della storia del poeta. - http://www.popso.it/

  • Leopardi e il pensiero filosofico occidentale. Il poeta di Recanati nega l'idea - centrale nel pensiero occidentale a partire dal mondo greco - che conoscere la verità rappresenti la felicità e il bene: al contrario condizione per la felicità è non sapere il vero. Dunque, secondo quanto Emanuele Severino sostiene in un'intervista, Leopardi apre la strada alla filosofia contemporanea. - http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/rassegna/990908.htm

  • Astronomia e filosofia in Leopardi. Leopardi ha elaborato il suo concetto di infinito riflettendo sulla rivoluzione copernicana, a cui ha dedicato alcune opere minori. L'infinito - che coincide con il «nulla» - è connesso alla facoltà dell'immaginazione di andare al di là dei limiti: l'infinito e il nulla non comportano esclusivamente privazione e morte, anzi contengono in sé possibilità di vita strettamente legate alla capacità dell'uomo di superare con l'immaginazione ogni barriera limitante e creare innumerevoli mondi. Un'interessante riflessione al riguardo è condotta da Antonio di Meo su «Novecento» http://www.filosofia.it/pag/novecento/dimeo.htm

  • L'«ultrafilosofo» di Leopardi e Nietschze. Il poeta italiano e il filosofo tedesco hanno in comune la convinzione che sia necessario limitare la protervia della ragione: poiché non è possibile spiegare razionalmente il continuo divenire del mondo, per entrambi non resta che recuperare - in una dimensione al di là della filosofia, di «ultrafilosofia» - il gioco delle illusioni, uniche in grado di dare un senso all'esistenza. L'argomento è affrontato da Claudia Sguario su «Il margine» - http://www.col.it/margine/archivio




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