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L'Italia nel primo dopoguerra






Situazione territoriale



L'Italia ha ottenuto Trento, Trieste, l'Istria.
Non Fiume. Non la Dalmazia.
Si parla di "vittoria mutilata"
D'Annunzio occupa Fiume nel settembre del '19 (la città sarà poi fatta sgombrare da Giolitti nel Natale del '20; verrà annessa da Mussolini nel '24, data alla Jugoslavia nel '48)






Situazione economica



Deficit del bilancio dello Stato
Altissimo debito pubblico
Rialzo dei prezzi
Inflazione
Disoccupazione per la difficoltà di realizzare la riconversione in economia di pace






Situazione sociale



Piccola e media borghesia: delusa: aveva fornito i quadri all'esercito, ora era disoccupata ed emarginata, frustrata dalla "vittoria mutilata".
Grande borghesia: arricchitasi per le commesse di guerra.
Classe operaia: grazie ai sindacati era riuscita a resistere in qualche misura all'ascesa dei prezzi.
Contadini, piccoli proprietari: volevano la terra, promessa nelle trincee.






Situazione politica: nascita di nuovi soggetti politici



gennaio 1919:
Partito Popolare Italiano
Fondatore: don Luigi Sturzo
- colonizzazione del latifondo, sviluppo della piccola e media proprietà terriera
-introduzione del sistema elettorale proporzionale e del voto alle donne
- abolizione della coscrizione obbligatoria
- fine dello Stato accentratore, sviluppo delle autonomie locali
marzo 1919:
i Fasci Italiani di combattimento
Fondatore: Mussolini
- formato da piccoli borghesi
- suffragio universale per ambo i sessi
- inasprimento fiscale per i ricchi
- riforma costituzionale per la repubblica
> convocazione di una Costituente
gennaio 1921:
il Partito Comunista d'Italia
- Fondatori: Amadeo Bordiga e Antonio Gramsci
- contro il rivoluzionarismo a parole dei massimalisti
- bisogna preparare una direzione rivoluzionaria
novembre 1921:
Partito Nazionale Fascista
- accostamento alla monarchia
- liberismo economico
1922:
Partito Socialista Unitario
- Turati, Matteotti
- socialisti riformisti






Situazione politica: avvenimenti



1919-20
"biennio rosso"
- agitazioni e scioperi nelle industrie delle città e nelle campagne
- deboli governi liberali: Orlando, Nitti (sistema proporzionale, aumento del prezzo politico del pane)
giugno '20-luglio '21
nuovo governo Giolitti
- rialzare prestigio del Parlamento
- far pagare le tasse alle classi abbienti (nominatività dei titoli azionari, tasse di successione)
- Trattato di Tirana: rinuncia al protettorato sull'Albania
- Trattato di Rapallo con la Jugoslavia:
a) l'Istria e Zara rimangono all'Italia (Zara italiana fino al '47),
b) la Dalmazia alla Jugoslavia,
c) Fiume viene eretta a città-stato libera e fatta sgombrare da D'Annunzio nel "Natale di sangue"
settembre '20
settembre '20: occupazione delle fabbriche da parte degli operai per il mancato aumento salariale. Il Partito Socialista non si pone a capo del movimento e li lascia soli. Giolitti non usa la repressione violenta, ma lascia che il movimento si sgonfi da sé. Elabora un progetto di legge per il controllo operaio sulle fabbriche, mai attuato.
Gli industriali e gli agrari ritengono Giolitti un debole e si rivolgono a sostenere lo squadrismo fascista
gennaio '21: nasce il Partito Comunista d'Italia
Giolitti vuole approfittare della scissione, fa sciogliere la Camera, costituisce i Blocchi Nazionali per far fronte ai due partiti di massa (dovevano esserne l'equivalente liberale, in realtà furono il trampolino di lancio del fascismo con 35 deputati eletti)
Giolitti si dimette, seguono due governi deboli di Ivanoe Bonomi e Luigi Facta.




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