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- Ragion di Stato e principi. Ecco un densissimo articolo di Gianfranco Borrelli in cui è ripercorsa la discussione sulla Ragion di Stato tra Cinque e Seicento, da Giovanni Botero a Virgilio Malvezzi attraverso pensatori come Scipione Ammirato e Torquato Accetto. Ne emerge una storia complessa e fondamentale per il pensiero politico moderno. Lo sforzo di risolvere il conflitto tra l'interesse dello Stato e la morale assume forme via via diverse ma che rivelano elementi comuni: la centralità della figura del principe, il tentativo di usufruire dell'esperienza per evitare l'imprevidibilità del futuro, la necessità di fare i conti con l'uso della forza. - http://www.ragiondistato.it/
- Seicento europeo: l'inizio della modernità? In un intervento su «Machiavelli & company» Roberto Moro offre un'analisi complessiva della civiltà europea nel Seicento. Il saggio individua la caratteristica del «Grand siècle» nel contrasto tra passioni e ragione, tra inquietudine per il mutamento e desiderio di stabilità. Tale dicotomia ha le sue manifestazioni più evidenti nelle rivoluzioni scientifiche, da un lato, e nella celebrazione del potere con il ricorso a forme classiche, spesso mitologiche, dall'altro: l'immagine di un potere stabile e «assoluto» si impone, quasi a esorcizzare le paure suscitate dalla scoperta della posizione marginale della terra nel cosmo. - http://www.lastoria.org/terapproccio600.htm
- Seicento inglese. Le Rivoluzioni inglesi del Seicento (1642 e1688) sono esaminate nelle cause e nelle conseguenze: dunque diventano il punto di osservazione dell'evoluzione di una società tra Cinque e Settecento. Il tema è affrontato partendo da alcune riflessioni sul concetto di rivoluzione nella storia del pensiero politico (Tocqueville e Marx, in particolare).- http://kidslink.bo.cnr.it/irrsaeer/iper/inst.html
- Crisi economica nel Seicento italiano? Il professor Federico Valacchi del Dipartimento di Scienze storiche, giuridiche, politiche e sociali dell'Università degli Studi di Siena, illustra la figura di un mercante attivo, in pieno Seicento, tra Toscana e Liguria: Giuseppe Rossano. Una vicenda personale di grande interesse diventa l'occasione per riflettere sulla presunta crisi economica del Seicento, e sul ruolo dell'Italia nel sistema economico occidentale durante tale secolo. - http://www.unisi.it/ricerca/dip/gips/document/wp_%2011.pdf
- Il pensiero politico in Occidente tra Sei e Settecento: Locke, Montesquieu, Rousseau. La professoressa Donatella Marocco Stuardi dell'Università di Torino ha messo in rete alcune voci di un dizionario politico. Gli interventi sui tre pensatori delineano con chiarezza l'itinerario percorso dal pensiero europeo per definire i limiti del potere dello stato nei confronti dei cittadini.- Locke - Montesquieu - Rousseau
- Lo Stato in Francia in epoca moderna. La storiografia francese più recente sembra rifiutare il presupposto che la Francia abbia costituito un'entità nazionale già sotto la monarchia e, poi, al tempo della Rivoluzione: diversità regionali fanno intravedere un paese molto più complesso di quanto si sia in genere pensato.- http://www.mclink.it/com/liberliber/biblioteca
- La libertà dell'uomo nel pensiero degli illuministi. All'interno di una interessantissima pagina web dedicata al concetto di libertà nella tradizione politica occidentale un ricercatore dell'Università di Bologna analizza il pensiero dei protagonisti del Settecento, da Voltaire a Montesquieu, a Rousseau, fino a Robespierre: la libertà risulta da un lato connessa strettamente ad altri valori, quali la giustizia, dall'altro inserita in una compiuta riflessione sullo «stato» e le sue forme. - http://www.univ.trieste.it
- La crisi dell'antico regime. Un'analisi delle vicende francesi tra il 1774 e il 1788 con particolare attenzione agli aspetti economici, sociali, istituzionali, ma anche alle progettualità politiche, è offerta dal professor Roberto Moro su «Lastoria.org». - http://www.lastoria.org/rivcrisiantregime.htm
- La Rivoluzione francese. Le ricche pagine di Furio Diaz su «Rivoluzione e controrivoluzione» nella Storia delle idee politiche, economiche e sociali, diretta da Luigi Firpo (Torino, Utet, 1984) possono essere lette nel sito «Lastoria.org»: assolutamente da non perdere! - http://www.lastoria.org/diaz.htm
- Il tempo della Rivoluzione. In una conferenza alla Terza Università di Roma Michel Vovelle ha riflettuto sul rapporto tra la Rivoluzione francese e la concezione del tempo: la Rivoluzione ha effettivamente segnato una svolta nel modo di percepire il passato, divenuto ad opera sua Ancien Régime, ma non è riuscita a modificare in modo profondo la concezione del tempo presente secondo i propri intendimenti, cioè a desacralizzarlo. Il resoconto della conferenza è opera di Fabio Muzi Falconi per la rivista «Il laboratorio». - http://www.univ.trieste.it
- Democrazia politica e democrazia sociale: Robespierre. Su «Lastoria.org» un saggio di George Lefebvre esamina il pensiero politico di Robespierre, mettendone in luce sia gli aspetti che esprimono le aspirazioni della piccola borghesia del tempo sia l'influenza sul pensiero politico occidentale. - http://www.lastoria.org/robespierre.htm
- Napoli 1799. La Repubblica Partenopea del 1799 è stata a lungo indicata come momento della partecipazione del Mezzogiorno all'indipendenza nazionale. Le celebrazioni dell'ultimo centenario ne hanno invece sottolineato l'aspetto locale. Secondo il professor Antonio de Francesco dell'università della Basilicata quell'esperienza va sistemata nel più generale quadro dell'aspirazione di tutta l'Italia alla libertà politica e all'indipendenza: di essa gli esuli napoletani fecero, agli inizi dell'Ottocento, una memoria straordinaria che ebbe la sua diffusione innanzitutto nell'Italia centro-settentrionale ed ebbe una delle sue massime espressioni nel «Rapporto del cittadino Carnot» del Cuoco. - http://www2.unibas.it/
- Napoleone al di qua delle Alpi. Su «Nautilus» due professori universitari, Luigi Mascilli Migliorini e Ivano Tognarini, discutono del significato della dominazione napoleonica in Italia per le successive vicende della nostra penisola: elementi positivi e negativi - ad esempio integrazione dell'Italia nei processi europei e nel contempo la sua subordinazione a una politica accentatrice e autoritaria - si intrecciano in una valutazione complessa e dunque assai interessante. - http://www.nautilus.ashmm.com/
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