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  • Lo schiavismo negli Stati Uniti: una discussione storiografica. Lo schiavismo negli stati meridionali degli USA nell'Ottocento è stato oggetto, in questo secolo, di un lungo dibattito. I grandi coltivatori furono o no imprenditori capitalisti? La schiavitù favorì o rallentò lo sviluppo economico? Il razzismo che ruolo ebbe nel mantenere il sistema schiavistico? Questi argomenti sono trattati in un approfondito articolo sulla rivista «Àcoma», dedicata allo studio dell'America settentrionale. - http://www.vo.dada.it/giunti/periodici/acoma/schi1a.htm

  • Il mito del progresso alla fine dell'Ottocento. Su «Etruria oggi» Paolo Rossi sottopone a revisione l'idea che la cultura della fine del XIX secolo sia dominata dall'idea del progresso: proprio allora l'ampliamento delle conoscenze scientifiche suscita il dubbio che l'umanità possa essere padrona del suo destino e nuove correnti letterarie esprimono con grande forza l'angoscia del vivere. - http://www.bpel.it/etruriaoggi/38/etruria_oggi/pdf_ita/pag56.pdf

  • Il capitalismo italiano dopo l'unità. Per Gramsci la borghesia italiana dell'Ottocento è debole e incapace di collegarsi alle masse contadine, in specie meridionali, contro le forze moderate. Per Sereni la permanenza, alla fine del XIX secolo, di elementi feudali impedisce la trasformazione dell'agricoltura nel Sud. Per Rosario Romeo negli ultimi decenni dell'Ottocento in Italia si realizza il processo di accumulazione capitalista che consente il sorgere di una civiltà industriale. Queste e altre tesi ormai classiche, sia pure spesso tra loro in contraddizione, sono discusse da Chiara Ceresa sull'«Osservatorio storico» di «Intermarx». - http://www.intermarx.com/

  • Lo sviluppo delle ferrovie in Italia nella seconda metà dell'Ottocento. Ecco la prima parte di un articolo dedicato a un aspetto di grande rilievo della storia economica italiana: dall'unità d'Italia agli inizi del Novecento alla gestione delle ferrovie parteciparono sia i privati, in realtà incapaci di potenziare e rendere efficiente il servizio, sia lo Stato, consapevole dell'importanza dei treni per lo sviluppo della società e dell'industria della penisola. Le contraddizioni di tale sistema, cui seguì nel 1905 la nazionalizzazione delle ferrovie, sono illustrate da Salvatore Sodano sul sito di «Trenitalia». - http://www.fsregio.it/giolitti.htm

  • Lo stato unitario italiano e il fenomeno mafioso. Salvatore Lupo, professore universitario, analizza l'atteggiamento dello Stato italiano di fronte alla mafia, con particolare attenzione agli ultimi decenni dell'Ottocento, ma non senza incursioni nel Novecento, fino agli anni più recenti. Il saggio mette in evidenza la complessità del fenomeno mafioso e la contraddittorietà del comportamento delle istituzioni: emblematica, e interessantissima, a questo proposito, la «carriera» di Antonino Giannona. - http://www.cliomediaofficina.it/

  • Dall'Europa agli Stati Uniti. L'emigrazione attraverso l'Oceano Atlantico nel passaggio tra XIX e XX secolo con particolare riferimento alla partenza dall'Italia verso gli USA, ma con uno sguardo più generale ai processi che coinvolgono tutta l'Europa: tutto ciò in una interessante iniziativa della RAI che ben pone in evidenza l'evoluzione delle cause e delle modalità di tali viaggi nel corso del tempo, e inoltre fornisce abbondanti dati. - http://www.emigranti.rai.it/

  • Emigrazione italiana tra fine Ottocento e inizi Novecento. Gli imponenti flussi migratori dall'Italia verso l'America si spiegano in parte con l'evoluzione del sistema economico della Penisola, in parte con l'immagine dell'America che si diffonde nelle nostre terre. In un articolo su «Etruria oggi» Susanna Marini analizza i diversi aspetti del problema, soffermandosi in particolare sui movimenti di uomini verso l'Argentina. La letteratura ufficiale - «guide» e «manuali» - e la corrispondenza di chi era partito con i parenti in patria offrono occasioni interessanti di riflessione sulle cause di un fenomeno sociale dalle dimensioni impressionanti. Testo in formato «pdf». - http://www.bpel.it/etruriaoggi

  • Gli emigrati italiani in Perù: una vicenda particolare. Per tutto l'Ottocento l'emigrazione italiana in Perù ha coinvolto gruppi di uomini provenienti soprattutto dalla Liguria e dotati di spiccate attitudini imprenditoriali, dapprima nel commercio marittimo, quindi, da fine secolo, nell'industria. Nella prima metà del Novecento le nuove generazioni hanno costituito una parte importante del mondo delle professioni. Tale evoluzione - contrassegnata anche da rilevanti aspetti politici - è delineata da Giovanni Bonfiglio in un saggio su «Altre Italie». - http://www.fga.it/altreitalie/

  • Interpretare l'emigrazione italiana. In un articolo su «Altre Italie» Donna Rae Gabaccia dell'University of North Carolina at Charlotte individua le interpretazioni dell'emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento che sono ancor oggi prevalenti, mostrandone i limiti: non è vero che l'emigrazione sia il frutto di un ritardo dello sviluppo economico e che abbia interessato prevalentemente il meridione del Paese. Le ricerche degli ultimi tre decenni hanno posto nuovi problemi che consentono di allargare il dibattito intorno a quel movimento di uomini che ha inciso sulla storia non solo dell'Europa e dell'America, ma anche dell'Italia stessa. - http://www.fga.it/altreitalie/

  • Le radiose giornate di maggio. Dal 9 al 24 maggio una mobilitazione eccezionale di folla riesce imporre al Parlamento l'entrata dell'Italia in guerra. La maggioranza parlamentare, che fa riferimento ancora a Giolitti e che è orientata contro il coinvolgimento dell'Italia nel conflitto, viene intimidita con la violenza e lasciata sola dalla monarchia, dall'esercito, dal mondo dell'industria. Una pagina di storia italiana che prelude all'antiparlamentarismo che spesso dopo la guerra tornerà alla ribalta è rievocata da Giorgio Boatti su «Etruria oggi». - http://www.bpel.it/etruriaoggi/

  • Benedetto XV di fronte alla guerra. Il 1° agosto 1917 il papa fa un appello perché gli stati abbandonino le armi: su «Il margine» Alberto Conci analizza il significato di tale richiesta in rapporto sia alla società e ai poteri statali del tempo, sia al modo di concepire la Chiesa, mettendone in luce la novità e le contraddizioni. - http://www.col.it/margine/archivio/1997/c6.htm

  • Gobetti e il gobettismo. Su «Etruria oggi» Riccardo Chiaberge sottolinea l'opera di rinnovamento culturale e di testimonianza per la libertà di Gobetti nei primi anni Venti del Novecento: per tali aspetti il giovane torinese si distinse, più che per le sue teorie "liberali", ancora acerbe, asistematiche e contraddittorie, sospese tra le teorie delle élites dirigenti e le suggestioni del massimalismo socialista. - http://www.bpel.it/etruriaoggi/




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